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Storie di mare

Storie di mare

di Jolie Bookspan

1. Tempi di Emi-saturazione
Sono solo numeri o esistono davvero? Sono veri, e non servono solo per l'azoto. Molte altre sostanze, come il monossido di carbonio, i farmaci o l'alcool, entrano ed escono dal corpo in unità di tempo misurabili, chiamate tempi di emi-saturazione o emi-tempi. Anche l'azoto durante un'immersione segue questa regola.

2. Bolle
Quando si formano bolle dopo un'immersione, si formano nei tessuti e poi passano in circolo ? Probabilmente no. Le bolle, anche se minuscole, sono troppo grandi per passare attraverso le pareti dei vasi sanguigni, ma possono dissolversi attraverso le pareti vascolari e quindi riformarsi nel circolo ematico.

3. Tessuti lenti
Il grasso è lento perché non è molto vascolarizzato? No, al contrario, il grasso ha molti vasi. Il grasso è considerato lento ha una grande affinità per i gas, contiene molto azoto ed ha bisogno di tempo per assorbirlo e cederlo.

4. Tabelle
Qual è il fattore di rischio inserito nelle tabelle della U..Navy? Non c'è alcun fattore di rischio inserito nel calcolo. Le tabelle sono state testate fino a raggiungere un'incidenza di PDD "accettabile" per gli standard militari del 1955, quando sono state sviluppate. L'incidenza totale di PDD, utilizzando le Tabelle U.S. Navy per immersioni senza decompressione è inferiore all'1%, ma per immersioni prolungate con decompressione può superare il 5%.

5. Stimolo ad urinare entrando in acqua
Questo dipende da diverse risposte fisiologiche all'immersione ed al freddo, che provocano un afflusso maggiore )schift di sangue verso il torace. I recettori volumetrici all'interno del cuore percepiscono un aumento di volume liquido e, per normalizzare il volume circolante, inviano segnali per l'eliminazione del liquido in eccesso. Questa risposta è maggiore in acqua fredda.

6. Riflesso da Immersione
Quando un bambino sopravvive dopo 30 minuti in acqua gelida, è a causa del riflesso da immersione? Questo riflesso può prolungare il tempo di apnea? Protegge il cervello dalle situazioni di ipossia? NO, a tutte e tre le domande. Il riflesso da immersione protegge i mammiferi marini dall'ipossia, ma non riduce il fabbisogno di ossigeno nell'uomo e non ne aumenta il tempo di apnea. La sopravvivenza umana dopo prolungata immersione (in arresto cardio-respiratorio)in acqua gelida è dovuta al freddo. Negli esseri umani, il riflesso da immersione riduce la frequenza cardiaca ed il flusso ematico agli arti, soprattutto a titolo di difesa contro il freddo

7. Black-out in superficie (Shallow-Water Blackout)
Penserete che questo termine si riferisca allo svenimento negli ultimi metri della risalita da unn'immersione in apnea, causato dall'ipossia. In realtà il termine fu utilizzato originariamente nel 1944 da Barlow e Mclntosh per descrivere qualcosa di assai diverso:la perdita di coscienza causata da ritenzione di CO2. Durante La seconda guerra mondiale i sommozzatori in ossigeno britannici spesso perdevano coscienza improvvisamente. Il problema fu risolto migliorando i cestelli di calce sodata. La definizione fu, più tardi applicata alla perdita di coscienza da ipossia nell'immersione in apnea, specie in seguito ad eccessiva iperventilazione.

8. Manovra di Valsala
Vi è stato, probabilmente, insegnato che questa manovra è una tecnica di compensazione. Viene descritta come una espirazione forzata a bocca e narici chiuse, ma è forse scorretto chiamare manovra con il nome di Valsala (Antonio Maria Malsalva 1666-1723), (anatomico italianao). La tecnica da lui originariamente descritta comportava un'espiarazione forzata a glottide chiusa, come nella tosse. Questa tecnica non porterebbe a compensazione sull'orecchio medio. Entrambi le manovre sopra descritte vengono oggi chiamate con il nome di Valsala ed entrambi provocano un aumento di pressione endo-toracica, ostacolando il ritorno del sangue al cuore. A causa di ciò, la manovra è usata nella diagnosi degli effetti del mancato riempimento cardiaco. Fu, probabilmente, il medico Inglese Joseph Toynbee (1815-1866) a sviluppare la manovra di espirazione forzata a bocca e narici chiuse; per confondere ancora di più questo quadro storico , Toynbee descrisse anche una seconda manovra, più delicata, che consisteva nel deglutire a bocca e naso chiusi (manovra che oggi viene chiamata di Toynbee nel mondo sub anglosassone).

9. Ghiandole sudoripare
Chi ne ha di più, uomini donne? Nessuno dei due, anche se si dice che siano gli uomini.

10. Sudorazione
Se gli uomini sudano più delle donne, soffrono anche meno il caldo? Di solito no, l'evaporazione del sudore conta di più per la perdita di calore della mera quantità del sudore.

11. Suscettibilità allo stress da calore
Chi è più suscettibile, uomini o donne? Non sono le donne, che sudino oppure no. La persona tipicamente suscettibile e un maschio grosso e pesante .

12. Il freddo predispone alla PDD?
No. E si. Il freddo diminuisce la capacità di assorbimento e desaturazione di azoto. Un freddo uniforme durante tutta l'immersione può non avere effetti negativi, al contrario iniziare un immersione al caldo comporta un assorbimento di azoto maggiore cha a temperatura minore. Se il sub si raffredda durante l'immersione, come avviene di solito, l'eliminazione di azoto rallenta e può esservi un rischio di PDD aumentato.

13. Quale dei seguenti segni indica ipotermia
Tremito, sbattere i denti, senso di freddo, movimenti delle mani impacciati? In realtà nessuno. Una temperatura interna inferiore ai 35º è l'indice reale dell'ipotermia. La pelle fredda (più comune nelle donne) contribuisce ad arrestare la perdita di calore , diminuendo la differenza di temperatura tra il corpo e l'esterno. Questo è uno dei diversi vantaggi delle donne in ambienti freddi .

14. L'ipotermia in acqua fredda è un pericolo costante e la causa più frequente di incidenti?
No, l'ipotermia non è comune fra i subacquei; al contrario è comunissimo sentire freddo e raffreddarsi anche seriamente, molto prima di giungere a livelli della vera ipotermia.

15. Se si mette acqua calda nella muta, questo aiuterà a stare più caldi?
Si , starete meglio e vi farete una riserva di caldo, cosa importante nell'immersione in acqua fredda.

16. Quanto aiuta il grasso nella protezione dal freddo?
Molto, le persone magre in genere iniziano a tremare in acqua 1 o 2 gradi più calda rispetto a persone con maggiore isolamento, che resistono di più e la cui temperatura centrale si abbassa più lentamente durante l'immersione in acqua fredda.

17. Quanto è importante il rapporto Massa / Superficie corporea in ambiente freddo?
Non è il fattore chiave nella perdita di calore, specialmente in acqua fredda. Il rapporto varia di poco fra esseri umano adulti, ma è piuttosto diverso fra adulti e bambini.

18. Si perde calore attraverso la testa?
Questa è una credenza popolare diffusa. La perdita di calore della testa è piccola rispetto a tutta quella del resto del corpo. A 0 gradi, a riposo, il 35% circa del calore può essere perso attraverso la testa. Durante l'esercizio questa quantità calda di oltre la metà. In ogni caso, l'uso di un copricapo aiuta a diminuire la dispersione di calore.

19. Ci si raffredda respirando elio?
L'elio ha una maggior conduttività termica rispetto all'aria e la permanenza in atmosfera di elio conduce ad una maggiore perdita di calore che in atmosfera d'aria. Ecco un motivo per cui non si usa elio nelle mute stagne. La perdita di calore respiratoria, però, dipende dalla capacità termica e non dalla conduttività. L capacità termica dell'elio, per grammo di ga, è maggiore di quella dell'aria. Poiché L'elio è meno denso, ci sono meno grammi di elio nello stesso volume respirato, rendendo la capacità termica minore rispetto ad un pari volume d'aria. Contrariamente a quanto si pensa di solito, questo può condurre ad una perdita di calore inferiore. La profondità, però influisce sulla densità del gas e quindi sulla perdita di calore attraverso la respirazione. Inoltre, respirando elio, la consapevolezza del freddo può essere maggiore che in aria, a causa dell'assenza degli effetti narcotici tipici dell'azoto. In generale, alle profondità tipica delle immersione tecniche sportive, la respirazione di elio non sembra portare ad una perdita di calore significativamente diversa che respirando aria.

20. La frequenza cardiaca
E' più bassa in acqua che in aria, anche se si fa esercizio nuotando la frequenza risulta più bassa che per un esercizio di pari intensità eseguito in aria. Durante l'immersione in acqua, la quantità di sangue che ritorna al cuore aumenta; questo provoca una caduta riflessa della frequenza cardiaca. La quantità totale del ritorno di sangue al cuore, comunque, è simile per livelli di esercizio comparabili e, dal punto di vista energetico, l'esercizio in acqua equivale a quello a terra, salvo per l'assenza dei fattori legati all'impatto meccanico.

21. Il minor impatto meccanico e la relativa assenza di peso, durante l'esercizio in acqua, sono più favorevoli per le ossa rispetto all'esercizio a terra?
Si, in caso di esistenza di patologie ortopediche. Occorre, però, ricordare che, a terra il peso che grava sulle ossa è parte integrante del carico meccanico necessario a mantenere la giusta densità dell'osso e che l'esercizio è una delle componenti più importanti della prevenzione dell'osteoporosi.

22. Chi è più forte? Chi ha muscoli grandi?
La forza non è determinata dal diametro del muscolo, ma, piuttosto, da adattamenti neurologici del muscolo stesso.

23. Chi ha più grasso corporeo: uomini o donne?
Una donna di 60 kg. con il 20% di grasso corporeo ha 12 kg. Di grasso. Un uomo di 80 kg. Con il 15% di grasso corporeo ha 12 kg. Di grasso. Un uomo di 85 kg. Ne avrebbe 13 kg.

24. La flessibilità nei movimenti è legata ai muscoli?
Non solo l'esercizio o la pesistica che rendono i muscoli rigidi. Il colpevole è l'inattività. Non è nemmeno vero che il nuoto, di per sé, comporta uno stretching muscolare, per ottenerlo occorre fare esercizi che sfruttino tutto il range del movimento dei singoli distretti muscolari.

25. E' utile usare i pesi ai polsi e alle caviglie per fare maggior esercizio durante il nuoto?
No, sono inefficaci e potenzialmente pericolosi. La resistenza dei pesi è nella direzione sbagliata. I pesi ai polsi possono facilitare lesioni alla spalla. Nemmeno trainare pesi è la cosa migliore da fare in acqua. Per migliorare la resistenza nel nuoto può essere utile nuotare contro resistenza o contro corrente.

26. Bevande Sportive
Queste bevande sono formulate per garantire una buona ed equilibrata re-idratazione. Se vi piacciono, bevetele, ma se siete in ambienti molto caldi, non trascurate di bere anche acqua a sufficienza.

27. Bisogna diluire le bevande sportive? Bisogna berle a piccoli sorsi e poco per volta?
No, queste bevande sono formulate specificatamente per essere bevute come sono. Per re-idratarsi, più se ne beve e meglio è.

28. I subacquei hanno bisogno di tante proteine?
La maggioranza degli occidentali introduce con l'alimentazione circa il triplo delle proteine necessarie. Proteine extra non si trasformano in muscoli. Un eccesso di proteine, specie se animali, anzi, sottrae calcio dalle ossa e poi si trasforma in grasso da immagazzinare. Per una nutrizione ottimale è meglio moderare il consumo di proteine ed ottimizzare quello di alimenti vegetali.

29. E' vero che l'anidride carbonica a pressione odora di acido?
No solo quanto si mischia con acqua produce acido carbonico e genera un odore acido.

30. Respirare ossigeno al 100% rende euforici?
E' di aiuto per i giocatori di calcio? Fa sentire bene dopo immersioni in nitrox? Potenza la libio? No, no e no. L'ossigeno non ha poteri euforizzanti, né alcuna capacità di migliorare le prestazioni atletiche.

31. La concentrazione di minerali nel sangue è simile a quella dell'acqua del mare?
No, nemmeno i pesci hanno la stessa concentrazione di minerali dell'acqua marina. Il sangue è molto meno concentrato, contiene minerali e particelle diverse da quelle dell'acqua di mare. I l sangue non è nemmeno simile, per concentrazione e composizione, all'ipotetico brodo primordiale.

32. Chi è più suscettibile all'ipotermia? Uomini o Donne?
Ci sono prove che le donne siano meglio protette, specie in acqua. I più grandi gruppi di sub professionisti sono costituiti da donne (AMA Giapponesi ed altre pescatrici professioniste in Estremo Oriente). I record di nuoto prolungato in acque fredde sono detenuti da un numero maggiore di donne che di uomini.

33. Curve?
Ci si chiede a volte se le curve femminili costituiscano una maggior superficie di dispersione termica, a svantaggio delle donne. Non è vero. La natura e la massa del tessuto limitano la perdita di calore.

34. Sesso e galleggiamento
Gli studi rivelano che l'uomo ha maggiori problemi a mantenere un assetto corretto durante il nuoto. Gli uomini portano la maggior parte del peso sulla parte superiore del corpo, mentre le donne lo portano più distribuito fra torso ed arti inferiori. Le gambe dell'uomo, più magre e lunghe, tendono ad affondare, aumentando la resistenza in acqua. Un interessante studio su nuotatori agonistici ha rivelato che i maschi hanno un rendimento comparativamente minore delle femmine, a causa della diversa distribuzione del galleggiamento. La posizione tipicamente orizzontale dell'uomo aumenta la resistenza all'avanzamento.


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